DOMENICO FONTANA - È presidente di Legambiente Sicilia e membro della segreteria nazionale dell'associazione. Nato ad Agrigento, è architetto e dottore di ricerca in pianificazione territoriale. E' direttore della Riserva naturale integrale delle Macalube di Aragona.

Renzi e Crocetta, il commissariamento e l’affare degli inceneritori

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A volere pensar male, la minaccia da parte di Renzi di commissariare il governo siciliano per la (mancata) gestione dei rifiuti potrebbe avere ragioni molto discutibili. Sovrapponendo a questa notizia la bozza di decreto spedita alle regioni, in cui si prevede di sostenere la realizzazione di altri 12 inceneritori (di cui due in Sicilia), appare quantomeno probabile la volontà di togliere la partita dalla mani di un governo regionale considerato inconcludente. Un governo che, oggettivamente, sugli inceneritori ha cambiato idea almeno quattro volte e, al momento, si dichiara contrario. Se quest’ultima fosse la posizione definitiva del […]

La Sicilia reazionaria che preferisce il petrolio alle rinnovabili

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La classe politica regionale, incapace di  fare scelte strategiche in materia energetica, sta ipotecando il futuro della Sicilia. Che le piaccia a no, questo secolo segnerà l’uscita dal petrolio con cambiamenti profondi che potranno essere programmati e pianificati, come stanno facendo i Paesi più evoluti, o subiti, come stiamo facendo noi.

Concessioni demaniali. Crocetta, dov’è finita la stella polare della legalità?

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L’atteggiamento del presidente Crocetta sulla questione demanio marittimo ci appare incomprensibile. Che sia scarsamente informato sul caos e l’illegalità che hanno caratterizzato l’uso del demanio in questi anni? Qualora fosse così, proviamo a fare un esempio per chiarirgli come stanno le cose. Nel 2014 abbiamo denunciato alcuni casi, ma per tutti ne ricordiamo uno: lo stabilimento balneare posizionato su un’alta scogliera dalla quale il mare è inaccessibile perché vi insiste un divieto di balneazione per rischio crolli, nei pressi di Terrasini. Ovviamente si tratta di un ristorante sotto mentite spoglie […]

La privatizzazione dell’acqua. Cronaca di un fallimento finanziario

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Quando Ennio Flaiano parlava di “situazione grave, ma non seria” non si riferiva certamente al dibattito in corso in Sicilia sulle responsabilità che hanno portato alla nomina di un commissario per spendere il miliardo che lo Stato aveva stanziato, con una delibera del CIPE, per l’adeguamento del sistema depurativo siciliano. E’ però di una vecchia e geniale battuta che potrebbe descriverlo perfettamente. Il rimbalzo di responsabilità tra Regione e Comuni innescato dalle dichiarazioni del presidente Renzi, sta sollevando una coltre di polvere che finirà per rendere incomprensibili le ragioni di questo […]

Rifiuti ed energia. La III giunta Crocetta e la resa della politica

Ieri è nata la terza giunta Crocetta e all’assessorato che si occupa di energia e rifiuti va, per la seconda volta in meno di due anni, un magistrato. Il terzo assessore che negli ultimi mesi ha ricoperto quell’incarico, Salvatore Calleri, è il presidente di una fondazione antimafia. Rifiuti ed energia sono indubbiamente campi di grande interesse per la criminalità organizzata, ma la reiterazione di questo tipo di scelte rischia di apparire come una resa incondizionata della politica, che si dichiara incapace di gestire due settori industriali strategici per la qualità dello […]

#SaveScalaDeiTurchi

Scala dei Turchi

É necessario intervenire subito perché la Scala dei Turchi non rimanga solo una bellissima immagine da cartolina. Il turismo fuori controllo e i vandali rischiano di farla scomparire a meno che le istituzioni, Comune di Realmonte e Regione Siciliana, non si assumano – presto – il compito di tutelarla. Nei primi anni ’90 Legambiente la salvò dall’aggressione della speculazione edilizia. Fu una battaglia, condotta in completa solitudine, in un contesto sociale in cui il consenso era in gran parte per la cementificazione, considerata dalla subcultura imperante il segno tangibile dello sviluppo e […]

Dopo il crollo del viadotto sulla Statale 626

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Dal secondo dopoguerra agli anni sessanta il boom economico fu trascinato tanto dalla reindustrializzazione del Paese quanto dalla sua infrastrutturazione. Un Paese moderno ed evoluto aveva bisogno di porti, aeroporti, autostrade all’altezza dei nuovi volumi di traffico, sempre più importanti. Nei decenni successivi le grandi infrastrutture hanno però perso la loro dimensione strategica per diventare qualcos’altro: secondo molte verità giudiziarie, ormai diventate verità storiche, la stagione delle “grandi opere” è servita più ad alimentare il sistema della corruzione che a modernizzare l’Italia. Non è un caso che all’aumentare della spesa […]