Aloha mare. Demolito dopo 40 anni l’ecomostro di Acireale

L’Aloha Mare, lo scheletro dell’albergo incompiuto che dal 1975  dominava indisturbato la scarpata a picco sul mare a Santa Caterina, all’interno della Riserva naturale della Timpa, da oggi non c’è più. Lo ha demolito il Comune, che dovrà poi presentare il conto ai proprietari, con una gru azionata dall’alto con un intervento piuttosto complicato data la particolare collocazione dell’immobile. Un ecomostro che era finito nella Top5 degli abusi  edilizi di Legambiente, che raccoglie i manufatti da abbattere con maggiore urgenza, visto l’impatto paesaggistico e la loro longevità.

Siamo nel territorio di Acireale, in provincia di Catania, e quello dell’Aloha mare era uno dei tanti lasciti di una sciagurata stagione edilizia, sorta senza autorizzazioni e in un contesto politico-sociale decisamente favorevole al mattone selvaggio. Una vicenda, questa, emblematica anche dell’assoluta inefficacia delle attuali norme sulle demolizioni. Trascorsi un paio di anni dall’avvio dei lavori, infatti, il Comune bloccò il cantiere: in assenza dei permessi,  l’immobile era a tutti gli effetti abusivo. Da allora lo scheletro di cemento armato, a cui un finanziamento dell’assessorato regionale al Turismo permise di realizzare anche la strada di collegamento, giaceva lassù, apparentemente inespugnabile. Un primo ricorso al Tar intentato dai proprietari contro il sequestro nel 2000 aveva avuto esito negativo. Interpellato, anche il Consiglio di giustizia amministrativa (il Consiglio di Stato in Sicilia) nel 2012 aveva confermato il verdetto: l’ecomostro della Timpa doveva essere demolito. Il Comune per decenni non ha proceduto all’acquisizione dell’area e alla demolizione previste per legge, mentre gli eredi del proprietario non si sono mai fatti carico del problema.
Nell’estate del 2014 l’ultimatum della Procura della Repubblica di Catania: l’Aloha mare deve essere tirato giù entro sei mesi. Per anni anche gli appelli alle Amministrazioni cittadine di Legambiente sono caduti nel vuoto. Fino all’aprile del 2015, quando si è aperto uno spiraglio e il Sindaco ha annunciato un accordo con la Regione e l’indizione della gara per i lavori di demolizione. “Speriamo di riuscirci entro l’estate” diceva allora il primo cittadino Roberto Barbagallo. E’ passato un po’ più di tempo, ma alla fine la promessa è stata mantenuta: lo scheletro della Timpa di Acireale rimarrà solo un ricordo affidato a qualche vecchia fotografia.

(Redazione)