Abusivismo a Licata. Barricate contro le ruspe e minacce alla ditta incaricata delle demolizioni

Hanno fermato le ruspe con le barricate. E, non soddisfatti, hanno minacciato gli operai della ditta di demolizioni, che ha fatto dietrofront. Così a Licata, in provincia di Agrigento, gli abusivi della frazione marina di Torre di Gaffe hanno manifestato il loro dissenso verso le operazioni di demolizione in corso sul territorio: una prima tranche di 15 immobili illegali da abbattere definita dall’accordo della Procura della Repubblica e il Comune, guidato dal sindaco Angelo Cambiano.  Si tratta del primo gruppo di case raggiunte da un ordine di demolizione contenuto in una sentenza penale. Immediata la reazione del primo cittadino e della Procura che hanno fermamente condannato gli episodi di violenza e assicurato interventi per ripristinare la legalità.141035040-43482228-1171-4533-9670-f8c24d92f938
Decisa anche la condanna di Legambiente, nazionale e regionale, che sul tema delle demolizioni conduce una campagna permanente (www.abbattilabuso.it).
“E’ assolutamente inaccettabile che qualcuno pensi di fermare il ripristino della legalità con minacce e barricate. A Licata, dopo anni, finalmente si stanno effettuando le prime demolizioni degli immobili abusivi. Le persone oneste, a partire dal Sindaco e dagli amministratori locali, devono fare sentire forte e deciso il loro dissenso rispetto a quello che sta accadendo. E’ assurdo che chi ha costruito illegalmente possa pensare ancora di farla franca, in barba a chi ha agito nel rispetto della legge e possiede invece una casa in regola”. Non usa mezzi toni Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente, nel condannare gli episodi accaduti negli ultimi giorni nella frazione balneare di Torre di Gaffe.
Una situazione grave, condivisa da molti altri centri della provincia di Agrigento, a cui finalmente – grazie all’accordo tra la Procura e le amministrazioni locali – si sta cominciando a mettere mano. La Sicilia nel 2014 era la quinta regione per reati contestati legati al ciclo del cemento, mentre deteneva il primato negativo dell’abusivismo edilizio lungo la costa, con il 20,2% delle infrazioni nazionali.
“Ci auguriamo che le istituzioni e le forze di polizia possano garantire le condizioni di sicurezza e serenità indispensabili perché la ditta minacciata torni subito a lavorare – aggiunge Laura Biffi responsabile abusivismo dell’Osservatorio nazionale ambiente e legalità di Legambiente -. Le aspettative di chi pensa che possa arrivare un condono edilizio, magari sotto le mentite spoglie di un fantomatico riordino urbanistico sono infondate. Ed è assolutamente irresponsabile che qualcuno le alimenti, producendo, a differenza del sindaco di Licata, solo false illusioni e violenza”.
Per queste ragioni Legambiente continuerà a vigilare e a denunciare – così come in questi giorni sta facendo in parlamento con l’iter del ddl Falanga, il provvedimento che tenta di fermare l’azione delle Procure – ogni nuova manovra pro-abusivi. In questo Paese è tempo di voltare pagina, di riportare legalità e restituire ai territori violati dignità e bellezza, chiave di volta per uno sviluppo sociale ed economico duraturo e di qualità.

(di redazione)