Con il voto del Senato, gli ecoreati sono nel codice penale

Dopo una lunga maratona parlamentare, innumerevoli tentativi di affossare il provvedimento e la forte contrarietà di Confindustria, il 19 maggio alle 19.50 il Senato della Repubblica ha votato il disegno di legge che introduce  i crimini contro l’ambiente nel codice penale.  Una “riforma di civiltà” attesa da due decenni, arrivata infine con una legge di iniziativa parlamentare firmata M5s, Pd e Sel.

11265611_951292444902864_2197762854518220418_o“Per noi oggi è una giornata storica: dopo 21 anni gli ecoreati entrano finalmente nel Codice penale: eco-giustizia è fatta. Da ora in poi gli ecomafiosi e gli ecocriminali non la faranno più franca: grazie a una norma come questa sarà possibile colpire con grande efficacia chi fino ad oggi ha inquinato l’ambiente in cui viviamo contando sull’impunità”. Così hanno commentatoa caldo Legambiente, che festeggia così i sui primi 35 anni,  e Libera, presenti  nella tribuna aperta al pubblico dell’Aula del Senato.

Le due associazioni, che hanno promosso l’appello “In nome del popolo inquinato” sottoscritto da altre 23 sigle associative di cittadini, medici, studenti e di categoria, hanno poi brindato davanti a Palazzo Madama subito dopo il voto favorevole del Senato che ha approvato senza modifiche e quindi definitivamente il disegno di legge sui delitti ambientali nel Codice penale. (Sotto la gallery fotografica).

“Questo provvedimento, frutto del lavoro parlamentare congiunto di PD, M5S e SEL, è migliorato nel tempo grazie a una serie di integrazioni nate dal confronto con magistrati, forze dell’ordine, giuristi e associazioni, e costituisce una pagina memorabile della storia del nostro Paese. D’ora in poi si apre, infatti, una nuova epoca per la tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria.

Una vittoria che le due associazioni hanno voluto sancire con una dedica importante. “L’approvazione di questa legge non può che far pensare a chi, come Mimmo Beneventano, ha pagato con la vita nel 1980 il proprio impegno in difesa dell’ambiente e contro la camorra e alle tante persone che hanno accompagnato le nostre associazioni in questo lungo percorso iniziato nel 1994, alcune delle quali non ci sono più, come Roberto Mancini, Natale De Grazia, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Federico Bisceglia. Anche a loro va il nostro ringraziamento per aver contribuito a raggiungere questo obiettivo straordinario per il nostro Paese”.

(Redazione)

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